Lamezia Terme (CZ)
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Sicurezza
Autorizzazioni, procedure e formazione: nei depositi e sulla strada, la sicurezza è il modo in cui lavoriamo, non un capitolo a parte.
“Ogni fase del trasporto, dello stoccaggio e della gestione delle merci è governata da procedure certificate e da controlli strutturati, applicati con costanza quotidiana.”
Nel nostro mestiere la sicurezza ha due facce che non si possono separare: la merce, che deve arrivare integra e senza generare rischi per nessuno lungo il percorso; e le persone, che quella merce la caricano, la stoccano e la guidano.
Le due facce rispondono allo stesso sistema. Da un lato le autorizzazioni ADR per il deposito e per il trasporto delle merci pericolose, che stabiliscono cosa possiamo movimentare e come. Dall’altro un sistema di gestione certificato ISO 45001:2018 per la salute e la sicurezza sul lavoro, che definisce procedure, formazione e controlli per ogni mansione.
A questo si aggiunge l’impianto di governance dell’azienda: il Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/01, il codice etico e di condotta e il canale di segnalazione whistleblowing, che rendono verificabile ciò che dichiariamo.
È il metro con cui misuriamo tutto il resto. La logistica è classificata tra le attività a rischio elevato: la formazione non è un adempimento da archiviare, è la condizione per lavorare.
Il sistema di gestione ISO 45001:2018 struttura quello che la legge richiede: valutazione dei rischi per ogni mansione, sorveglianza sanitaria, addestramento all’uso delle attrezzature, verifica costante che le procedure siano davvero applicate e non solo scritte.
Nei nostri magazzini si incrociano ogni giorno carrelli elevatori, mezzi in manovra, personale a terra e autisti esterni. La sicurezza qui è soprattutto organizzazione degli spazi e dei flussi: chi passa dove, quando e con quale precedenza.
Per le merci pericolose disponiamo dell’autorizzazione ADR al deposito, che ci consente di stoccarle in conformità alla normativa europea, con aree dedicate, criteri di separazione tra sostanze incompatibili e personale formato sulle procedure specifiche.
In viaggio
Un conducente stanco è il rischio più grande che un’azienda di trasporti possa correre, per sé e per gli altri. Per questo i tempi di guida e di riposo sono registrati dal cronotachigrafo digitale e verificati: non sono un margine su cui trattare.
Per le merci pericolose operiamo con autorizzazione ADR al trasporto: conducenti con certificato di formazione professionale ADR, veicoli equipaggiati secondo le prescrizioni e supporto del consulente per la sicurezza dei trasporti. Tutti i mezzi sono geolocalizzati, e la posizione della flotta è visibile in tempo reale.
Il carico mal ancorato è il rischio più sottovalutato del trasporto su strada: non dà segnali, si manifesta in frenata o in curva, quando è troppo tardi. Per questo lo stivaggio fa parte della procedura di carico, e non è lasciato alla valutazione del singolo.
4h 30 → 45 min
Dopo quattro ore e mezza di guida il conducente osserva una pausa di almeno 45 minuti, e non supera le nove ore di guida al giorno. Lo prescrive il Regolamento (CE) 561/2006; il cronotachigrafo digitale ne conserva la registrazione.
Insieme a White List e Rating di Legalità ★★++ — tutte le certificazioni e autorizzazioni
Chiedici le certificazioni, le autorizzazioni e le procedure che servono al tuo ufficio acquisti: te le forniamo in forma documentale.
Sicurezza
Autorizzazioni, procedure e formazione: nei depositi e sulla strada, la sicurezza è il modo in cui lavoriamo, non un capitolo a parte.
“Ogni fase del trasporto, dello stoccaggio e della gestione delle merci è governata da procedure certificate e da controlli strutturati, applicati con costanza quotidiana.”
Nel nostro mestiere la sicurezza ha due facce che non si possono separare: la merce, che deve arrivare integra e senza generare rischi per nessuno lungo il percorso; e le persone, che quella merce la caricano, la stoccano e la guidano.
Le due facce rispondono allo stesso sistema. Da un lato le autorizzazioni ADR per il deposito e per il trasporto delle merci pericolose, che stabiliscono cosa possiamo movimentare e come. Dall’altro un sistema di gestione certificato ISO 45001:2018 per la salute e la sicurezza sul lavoro, che definisce procedure, formazione e controlli per ogni mansione.
A questo si aggiunge l’impianto di governance dell’azienda: il Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/01, il codice etico e di condotta e il canale di segnalazione whistleblowing, che rendono verificabile ciò che dichiariamo.
È il metro con cui misuriamo tutto il resto. La logistica è classificata tra le attività a rischio elevato: la formazione non è un adempimento da archiviare, è la condizione per lavorare.
Il sistema di gestione ISO 45001:2018 struttura quello che la legge richiede: valutazione dei rischi per ogni mansione, sorveglianza sanitaria, addestramento all’uso delle attrezzature, verifica costante che le procedure siano davvero applicate e non solo scritte.
Nei nostri magazzini si incrociano ogni giorno carrelli elevatori, mezzi in manovra, personale a terra e autisti esterni. La sicurezza qui è soprattutto organizzazione degli spazi e dei flussi: chi passa dove, quando e con quale precedenza.
Per le merci pericolose disponiamo dell’autorizzazione ADR al deposito, che ci consente di stoccarle in conformità alla normativa europea, con aree dedicate, criteri di separazione tra sostanze incompatibili e personale formato sulle procedure specifiche.
In viaggio
Un conducente stanco è il rischio più grande che un’azienda di trasporti possa correre, per sé e per gli altri. Per questo i tempi di guida e di riposo sono registrati dal cronotachigrafo digitale e verificati: non sono un margine su cui trattare.
Per le merci pericolose operiamo con autorizzazione ADR al trasporto: conducenti con certificato di formazione professionale ADR, veicoli equipaggiati secondo le prescrizioni e supporto del consulente per la sicurezza dei trasporti. Tutti i mezzi sono geolocalizzati, e la posizione della flotta è visibile in tempo reale.
Il carico mal ancorato è il rischio più sottovalutato del trasporto su strada: non dà segnali, si manifesta in frenata o in curva, quando è troppo tardi. Per questo lo stivaggio fa parte della procedura di carico, e non è lasciato alla valutazione del singolo.
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Dopo quattro ore e mezza di guida il conducente osserva una pausa di almeno 45 minuti, e non supera le nove ore di guida al giorno. Lo prescrive il Regolamento (CE) 561/2006; il cronotachigrafo digitale ne conserva la registrazione.
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